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Chi è Laura

Genovese, grande creativa, ha modellato creta e dipinto tessuti per bambini. Nel 2002 scopre la cartapesta.

Appassionandosi a questa tecnica di scultura inizia il suo percorso artistico realizzando prevalentemente personaggi, tra cui le “Popolane”, figure di donne in controtendenza rispetto all’immagine stereotipata femminile.

Espressività, sentimento di sincerità, serenità, gioia di vivere: questo trasmettono i personaggi realizzati, distinguendosi per la particolarità della morbidezza delle forme e per gli occhi socchiusi.

Apprezzata dal pubblico e dalla critica.
Le sue opere sono state pubblicate su cataloghi e riviste d’arte. In merito al suo operato si sono espressi valenti critici.

dicono di lei

“Per l’artista non è un fatto nuovo porre l’attenzione su temi e soggetti maggiormente frequentati dall’immaginario mondo dell’arte in cartapesta, materiale principe, la carta, lo stucco (colle e gesso) capace di assumere un’infinità di consistenze diverse. E di realizzare forme scultoree. Materiali come il giornale, leggero e povero,, per guardare e intuire celate potenzialità di bellezza, in ciò che ci circonda. Forme cariche di una identità, per una prospettiva di analisi critica, almeno di quelle che sono state, per Laura Minuti, le maggiori polarità tematiche, praticate dalla fantasia e dal realismo di un verismo veritas, mai scaduto totalmente nell’immaginario popolare, per una sfavillante stagione decennale di impegno-critico storico. Di un’artista duttile, già nella poliedricità dei suoi personaggi realizzati, distinguendosi come lei dice : “per la particolare morbidezza delle forme per gli occhi socchiusi”.
Per la Minuti, qualsiasi oggetto ha un’anima. come asseriva G.Morandi, parlando del fantasma percettibile della forma che alimenta e accompagna l’oggetto, dativo di vitalità. La carta nasconde potenzialità estetico funzionali che la rendono fonte di ispirazione – questa è l’intuizione di Laura – interpretando il mondo di noi stessi. Materiali dunque di riciclo e colle naturali, colori, immaginario e tanta creatività. creazioni di oggetti derivati da un lavoro che l’artista genovese. coniuga sapientemente con praticità, solidità, leggerezza, inclusioni, e tanta creatività artistica, abile, attenta, paziente preparazione in ogni sua fase, accompagnando dall’inizio le sue opere: una sfida creativa che l’artista si propone, combinare forme e colori per esaltare preziosità e bellezza.
Un messaggio umano, il suo, di un’arte popolare, già nella ricerca antropologico-artistica, utilizzando un materiale di sè vivo, di naturale plasticità, che lo rende estremamente versatile, in senso intuitivo. L’utilizzo dei materiali che non terminano il loro ciclo vitale, ma che vengono trasformati, psichizzati attraverso la conducibilità delle mani, dall’abilità, dalla passionalità delle sensazioni e dallo sguardo abile, ricreatico.”

Alfredo Pasolino

“La talentuosa mano dell’artista conosce la sapienza del costrutto plastico, dove nulla è lasciato al caso, dove il ruolo indispensabile del colore conferisce ulteriore poesia a questa ricerca di carattere verista.”

Paolo Levi

“I suoi personaggi sono una risposta figurale alla fretta invadente, al tentativo spesso riuscito di un altrui protagonismo a tutti i costi, portandosi con autonomia in una dimensione, in un “mondo bambino” bambino vero e proprio, nel senso della proiezione del pensiero dentro la felicità delle piccole cose. La spontaneità a volte disarmante in questa scultrice ligure che, in fondo , racconta e si racconta, mettendo spesso in essere cose irrimediabilmente perdute, o mai assaporate. .Ogni figura ha coloriture sognanti e modula l’insieme senza malizia, in antitesi mentale, come è stato detto, ciò ” in controtendenza” rispetto all’immagine stereotipata femminile.”

Lodovico Gierut

“Viste soggettivamente queste affascinanti sculture offrono l’occasione del viaggio,non tanto dell’esperienza vissuta dell’artista nel crearle, quanto nella nostra fatta di ricordi e sensazioni, di speranza e batticuori.”

 

Lorenzo Bonini

“Il fronte plastico si sviluppa con forme soffici e colori tenui, conservando così allo spettatore sempre una lettura equilibrata e serena delle sue opere. In tutti i lavori dell’artista ritroviamo una struttura aggraziata e i personaggi rappresentati nei minimi particolari, mostrano espressioni facciali intrisi di accenti sentimentali che vanno a conferire una tenera indignazione psicologica.
Attraverso un lavoro minuzioso ea attento, data la fragilità del materiale l’artista riesce a far emergere sovente sui volti il trascorrere interno dei pensieri. Il risultato è la concretizzazione di opere dolci e leziose.”

 

Mattea Micello